Amici miei, siamo appena tornati dal viaggio a Sharm El Sheikh e non sto nella pelle per raccontarVi  quanto abbiamo vissuto in questi giorni pieni di stupore per la scoperta delle novità che la  terra egizia ci ha offerto.Sono le 22 circa quando nella confusione della stazione riusciamo a  trovarci: ecco Gianfranco e Sebastiano che arrivano da Augusta, la nostra ospite Marcella  (non è sommozzatrice), la mascotte Agata con due enormi zaini che la sotterrano, l'Avv.  Salvatore (meglio viaggiare sempre con l'avvocato!); dietro una colonna si nasconde per un  attimo Mimmo mentre il medico Antonio ci fa un primo controllo sanitario sulla banchina;  da lontano sentiamo arrivare il chiassoso gruppetto di Enzo che viene con Saro (detto  "telecamera"), Tonino (alias "nikonseimilioniepiù) ed Emilio ("chistatidicennu"); riservati  come sempre Valerio e Marcella si avvicinano sorridenti mentre chiude la fila il fidato  superpoliziotto Franco assegnatoci dal governo italiano per vegliare su di noi come un  carabiniere (!); sappiamo che Marco, l'antiquario di Taormina (è nato a Bologna dunque per  noi è "straniero") lo troveremo all'imbarco di Roma. Sul treno primo putiferio di  ambientamento; poi all'una del mattino dai vari scompartimenti arrivano gli urlacci dei  viaggiatori stanchi di sentire frizzi e commenti e andiamo tutti a dormire.Mentre il sole  tramonta sul deserto del Sinai, il jet dell’Air Egypt atterra nell'aeroporto di Sharm El Sheik;  ragazzi che freddo! Arrivati al Club Kanabesh ci fiondiamo nelle nostre camere, accendiamo  i riscaldamenti e andiamo ad incontrare Carmelo il cuoco (della provincia di Messina) per  rifocillarci con enormi piatti di nonsocchè; poi ci accucciamo attorno ai fuochi scoppiettanti  per ascoltare il capovillaggio che ci parla delle attività del Club. Programmiamo le nostre  giornate di immersione con raccolta di dollarazzi, sorridendo al pensiero della  "cammellata" con cena sotto le tende beduine. É mattina: il sole scotta le nostre pelli  candide e ci dimentichiamo del freddo della notte; salpiamo felici su una comoda barcona  condotta da disinvolti egiziani urlatori (i barcaioli locali, dovete sapere, si rivolgono l'un  l'altro come se fossero eternamente ... arrabbiati e si sbraitano in faccia con un tono  altissimo, come se fossero distanti chilometri!). Il farmacista Gianfranco sfoggia una  splendida maglietta sulla quale egli stesso ha disegnato camicia, papillon, giacca con fiore  rosso all'occhiello: uno spettacolo memorabile di indiscutibile stile inglese! Mute colorate,  erogatori che schioccano, frusciare di pinne e splash down nel Mar Rosso. Mille pesci in un  metro, livree rutilanti di colori incredibili, forme ed aspetti inimmaginabili, vita frenetica  intorno, pesci napoleone che ci vengono incontro come cani scodinzolanti, flessuose movenze delle grosse murene, flemmatici pesci scorpione...Tutti quelli che avevamo la macchina  fotografica scattiamo l'intero rullino in pochi minuti. Mille coralli: colori dal tenue rosa  pallido al violetto intenso, dall'azzurro cielo al rosso sangue, così gli alcionari sbalordiscono  l'obiettivo; ci stupiamo davanti a gorgonie di tre metri di larghezza, i ventagli di Nettuno che in questo splendido Mare ha sicuramente la sua dimora felice. Al calare del sole  fiammeggiante ci immergiamo in rispettoso e timoroso silenzio: fiamme di plancton ci  avvolgono prima di accendere le nostre torce; occhi ardenti ci guardano per un attimo e poi  scompaiono negli anfratti, sonnolenti pesci pappagallo si lasciano accarezzare, grosse  conchiglie rimaste nascoste di giorno mostrano adesso le loro splendide case madreporee,  fantasmi silenziosi i grossi pesci predatori girano sopra di noi, smisurate murene vagolano in caccia, ricci blu intenso dalle spine lunghe quaranta centimetri muovono i loro temibili  fioretti, le gorgonie mostrano i loro merletti ai fasci di luce che le attraversano, gli  ammalianti ondeggianti alcionari si muovono come capelli fluenti di sirene. Sono sicuro, ho  visto Poseidone sorridermi da dietro una nuvola di piccoli pesci dipinti dall'arcobaleno! É  già domani; le nuove energie accumulate con i sogni della notte ci fanno correre verso la  barca, saltiamo dentro, guardiamo l'orizzonte... e arriva il mare grosso, così, dopo due ore di  navigazione verso Ras Muhamed dobbiamo invertire la rotta; tutto sospeso, per oggi niente  immersione sicché ci riversiamo nella spiaggia a raccogliere i coralli lungo la battigia, ad  oziare al sole caldo e luminoso, a scattare fotografie del paesaggio. Già, il paesaggio: intorno a noi è il deserto, l'orizzonte vicino è interrotto dai bassi monti  rossi del Sinai; muovi lo sguardo sull'ocra e piombi nel cobalto di un mare trasparente: è  una cosa incredibile, non ti aspetti di vedere quei colori di sabbia stemperarsi nel cielo  capovolto! Due relitti incagliati sul reef si mostrano ai nostri occhi in prossimità di Tiran e ci avvertono che il bello ed il pericolo camminano spesso insieme. Immaginate un prato  coperto di funghi dalle grandi cappelle; adesso trasformate quei funghi in costruzioni  coralline sotto le quali riparano i pesci più strani, con i mantelli più sgargianti, le colonie più  numerose e frenetiche; osservate l'orizzonte sommerso per vedere le grandi mante "volare" eleganti; piombate in fondo nel blu e ammirate lo splendido squalo, orgoglioso nei propri  movimenti sicuri, padrone incontrastabile del liquido mondo che lo circonda. Ecco, questo è  quello che ho visto... Venerdì dopo pranzo andiamo con il pulmino fino al punto di raccolta  dei cammelli; montiamo in groppa a questi animali dall'aspetto severo, ci sistemiamo alla  meno peggio su selle strettissime e approssimative (noi maschi, ché le donne non hanno  avuto problemi tra le gambe...) e partiamo per una lunga passeggiata, due ore, poi sosta per  il tè nella attesa del tramonto. Accanto ad un masso enorme i beduini accendono un fuoco  con sterpi e ramoscelli di acacia spinosa e poco dopo viene versato in minuscoli bicchieri un  tè scuro e zuccheratissimo; scattiamo mille foto e aspettiamo il calare del sole... e invece cade la pioggia! Di corsa tutti in groppa ai cammelli e ci pigliamo un acquazzone che dura  mezz'ora; le colline rocciose che ci circondano cambiano di colore e brillano; nella sabbia si  formano piccole pozzanghere; timidi ruscelli scorrono tra le rocce lucide; sentiamo le note  delle grosse gocce e il suono dei piedi felpati dei cammelli confondersi con i tenui  incoraggiamenti dei cammellieri. Sebbene fossimo fradici, eravamo felici del momento  magico che stavamo vivendo. Arriviamo alla tenda accolti dalla calda ospitalità di questa  gente poverissima. La pioggia è terminata improvvisamente come era cominciata; ci  accoccoliamo sui tappeti e ci arrangiamo a mangiare maccheroni egiziani (fatti di grano  tenero) e pollo arrostito sulla legna. Mentre il pulmino ci riporta al villaggio ognuno di noi si raccoglie tentando di risentire il silenzio assoluto che ci ha avvolto mentre sorbivamo il tè nel deserto, il battere della pioggia sulla sabbia avida, il suono soffice dei piedi dei cammelli, il  mormorare dei ruscelletti appena nati e subito scomparsi, il lucore delle rocce bagnate nella  luce sempre più tenue del tramonto... Ras Muhamed; splendore nello splendore, colore nel  colore, vita nella vita! Ci lasciano cadere in una gola che si perde nel blu profondo, ma la  frenesia è nella fascia dei 15 metri: branchi di carangidi oscurano la luce; cernie  straordinarie ci osservano dalle loro tane; pesci coccodrillo si mimetizzano nella sabbia  mentre gli squali ci guardano indifferenti; gruppi di barracuda si muovono all'unisono; gli  onnipresenti napoleone ci girano attorno. É alla fine dell'immersione pomeridiana che ho  avuto la prova tangibile della mia fortuna: mi fermo sotto la barca a tre metri per effettuare  la decompressione ed ecco cadermi addosso una pioggia di ... merda! Era accaduto che il  barcaiolo aveva avuto un attimo di ingombro che aveva mollato nel gabinetto di bordo e da  lì... su di me. Avete certo sentito dire, quando ne pestate una, che quello è un segno di  fortuna (ma lo dice sempre quell'altro che assiste senza avere pestato...), immaginate quanto se ne ha di fortuna se ci se ne fa una doccia!... La nostra vacanza è terminata tra rossi  tramonti e suoni soffici nel silenzio delle distese di sabbia, tra corruschi bagliori di livree e  giardini di molli coralli, tra madreporari aguzzi e fluttuanti gorgonie.  E quanta dolcezza...  Eugenio Caccetta