Scompare a Trapani un’altra figura mitica della subacquea siciliana È morto Benedetto Mineo da tutti conosciuto come “ Nitto” Nella sua casa di Trapani, circondato dall’affetto delle sue amate figlie Rosa,  Simona e Mavì e della devota moglie Giovanna, si è spento Nitto, figura  dominante della subacquea professionale, già dagli anni sessanta.  Sommozzatore della tonnara di Favignana di fronte la sua natìa Marettimo e la  sua adottata Levanzo, aveva il compito di scendere in acqua tra centinaia di  tonni imprigionati all’interno delle reti ed armato di semplice coltello smagliare  gli squali rimasti imprigionati.   “Corallaro” conosciutissimo, alternava nel tempo libero immersioni profonde a  quote proibitive con il suo mitico bibombola indossato a spalle, riportando in  superfice rami di prezioso corallo per la prestigiosa scuola orafa Trapanese.  Grande conoscitore delle acquee e dei fondali delle isole Egadi, ci aveva  abituato a pescate miracolose di cernie giganti e ricciole imperiali dalle  dimensioni incredibili armato di fucili pioneristici.  Negli anni ottanta, appeso al chiodo la maschera, ha gestito un albergo a  Levanzo la cui cucina era nota a tutti, riportando sulla tavola piatti della  tradizione culinaria araba in sapiente accordo con la bravissima Giovanna,  sempre a lui vicina in qualsiasi avventura.   Ma a chi come me ha avuto il piacere e l’onore di conoscerlo e da lui essere  gratificato dai suoi sorrisi amministrati da un volto segnato dal mare, dal vento  ed dalla fatica, resta il ricordo di una figura burbera ma sincera, dura ma sempre  disponibile, e la consolazione di poter dire: Grazie Nitto, buon riposo!  Marcello Maugeri